Il 29 ottobre, nella Biblioteca Comunale “Licia Cavallo” di Carosino, si è svolto l’incontro divulgativo “Costruire fiducia: conoscere i farmaci equivalenti per un uso consapevole”. Dopo l’apertura del sindaco di Carosino, che ha sottolineato l’importanza di informare e fare chiarezza, Giuseppe Palmisano ha introdotto la serata indicando l’obiettivo comune: rafforzare la consapevolezza dei cittadini su un tema che riguarda da vicino le famiglie.
Sono intervenuti la dott.ssa Giuseppina Ronzino, Direttrice del distretto TA06, il dott. Franco Sapio, medico di famiglia e vicesindaco di Carosino, il dott. Luigi Santoiemma, farmacologo clinico ed esperto AIFA, e, per Cittadinanzattiva Puglia APS– A.T. Martina Franca, la coordinatrice dott.ssa Maria Marangi.
In dubbio è comprensibile, la risposta è nell’informazione. Chi non si è mai chiesto, in farmacia, «ma sarà davvero la stessa cosa?» davanti a un medicinale con un nome o una scatola diversi? Il dott. Sapio ha raccontato la sua esperienza di medico di famiglia: la diffidenza dei pazienti nasce quasi sempre da disinformazione e luoghi comuni. Per questo, ha ricordato, servono incontri come questo, azioni di spiegazione costanti e la collaborazione del farmacista, anche garantendo al paziente, per quanto possibile, la presenza continua dello stesso medicinale.
Un farmaco equivalente non è un farmaco di serie B. Il dott. Santoiemma ha ripercorso la storia degli equivalenti. In passato i brevetti molto lunghi impedivano l’arrivo di alternative e quindi la concorrenza. Oggi, scaduta la protezione, più aziende possono produrre lo stesso medicinale e i prezzi scendono.
Ha poi risposto a uno dei dubbi più diffusi, quello secondo cui l’equivalente conterrebbe «il 20% in meno» di farmaco. Non è così. Prima dell’autorizzazione l’equivalente deve dimostrare la bioequivalenza con il medicinale di riferimento, cioè livelli nel sangue confrontabili in volontari che partecipano agli studi, entro un intervallo di accettabilità rigorosamente definito (80 – 125%). Lo stesso principio attivo, nella stessa quantità, con gli stessi requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia, cambiano il nome e la confezione.
La dott.ssa Ronzino ha ricordato che il farmaco equivalente può essere un punto di riferimento soprattutto per le persone anziane e con malattie croniche, perché una cura più sostenibile è una cura che si riesce a seguire nel tempo. In Puglia l’utilizzo è migliorato negli ultimi anni: la regione è la prima del Sud, ma resta tra le ultime a livello nazionale. Nelle condizioni socio-economiche attuali c’è dunque spazio per crescere. Il risparmio ottenuto può liberare risorse da destinare a ospedali, liste d’attesa e terapie costose.
Un altro tema ricorrente è stato il ruolo dei professionisti: i medici sono sempre più sensibili all’argomento e la farmacia ha un ruolo sanitario fondamentale. Serve anche formare chi ogni giorno consiglia i cittadini. Nelle piccole comunità, poi, il passaparola funziona più di una campagna: per questo la serata aveva anche lo scopo di far continuare a casa informazione e discussione.
La campagna #IoEquivalgo, nata nel 2016, ha l’obiettivo di aiutare i cittadini a capire le informazioni per poter scegliere con libertà: superare i pregiudizi, conoscere le alternative e il loro costo, partecipare alle decisioni sulla propria salute. Per i farmaci rimborsabili, scegliere un prodotto più caro del prezzo di riferimento può comportare una differenza a carico del cittadino, oltre all’eventuale ticket. La lista di trasparenza AIFA, il sito e l’app della campagna aiutano a confrontare le alternative, ma non sostituiscono il dialogo con medico e farmacista: la terapia non si cambia da soli.
Il messaggio che lasciamo è semplice. Quando abbiamo un dubbio, chiediamo. Nessuno dovrebbe vergognarsi di dire «questa spesa per me è troppo alta», né di domandare: «Esiste un equivalente? Quanto pagherei? Cosa cambia?». Serve particolare attenzione alle persone anziane, che riconoscono le medicine dal colore della scatola: se la confezione cambia, non basta dire «è equivalente», bisogna spiegare e verificare che abbiano capito.
Cittadinanzattiva porta questo impegno sul territorio ogni giorno, con il Tribunale per i diritti del malato e i Punti di Intervento e Tutela: ascoltiamo chi incontra difficoltà nell’accesso alle cure, offriamo orientamento e portiamo i problemi all’attenzione di chi può intervenire. Non possiamo risolvere tutto da soli, ma possiamo non lasciare sole le persone.
Ringraziamo gli organizzatori, i relatori e tutti i partecipanti.
Per approfondire: www.ioequivalgo.it.












